LAV e la fiera Animals: qualche considerazione del veterinario

"Sono il Dottor Guerra Alessandro, Medico Veterinario, sono socio SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici) e recentemente sono stato incaricato da Bassano Expo a sovraintendere ad Animals 2014, la fiera di rettili e animali esotici svoltasi l'8 e 9 Novembre. Il mio preciso compito è stato quello di verificare in modo oggettivo e professionale che tutti gli allevatori partecipanti all'evento rispettassero il rigido regolamento imposto da Bassano Expo e da me approvato. Tra i punti principali del regolamento ha spiccato l'obbligo da parte degli allevatori di provvedere adeguatamente ai fabbisogni essenziali degli animali esposti, nella fattispecie garantire loro le giuste temperature d’allevamento (ricordo che si tratta di animali a sangue freddo) e minimizzare qualsiasi possibile fonte di stress (inclusa la manipolazione ingiustificata degli animali). La scorsa settimana, sulle pagine di questo quotidiano e su alcuni quotidiani on line, ho avuto modo di leggere il resoconto dell'evento dal punto di vista di LAV, Lega Anti Vivisezione. Desidero quindi esporre il mio punto di vista e la realtà dei fatti, in netto e oggettivo contrasto con quanto sostenuto da LAV. Nel comunicato della LAV si denuncia la non adeguatezza della struttura ospitante l'evento in quanto l'impianto di riscaldamento non è presente o non è funzionante. Il mio lavoro è iniziato venerdì sera, verificando l'accensione e il funzionamento dell'impianto di riscaldamento (impianto dotato come chiunque ha avuto modo di vedere di ben 11 termoconvettori a ventola). Durante l'evento l'impianto di riscaldamento è stato acceso al fine di mantenere una temperatura costantemente non inferiore ai 21° (ricordo che molti espositori hanno lavorato in t-shirt); soltanto durante la notte tra sabato e domenica sono stati spenti 6 degli 11 termoconvettori, al fine di ripristinare in fretta la temperatura desiderata alla volta di domenica mattino. Faccio notare che, come spesso accade in questo tipo di fiera, molti allevatori non hanno espresso l'intenzione di lasciare incustoditi i loro animali, e da regolamento sono stati comunque tenuti a provvedere al riscaldamento dei loro esemplari per tutta la durata dell'evento. Inoltre, a verifica di quanto previsto dal regolamento, ho eseguito le misurazioni delle temperature dei terrari con un termometro a infrarossi a campione su buona parte dei circa 200 tavoli espositivi, con particolare attenzione alle specie che con più facilità possono soffrire l'ipotermia; grosse anomalie non sono state riscontrate, e tutti gli allevatori che avevano dei terrari non sufficientemente riscaldati (o non adeguatamente allestiti) sono stati invitati a correggere immediatamente l'errore, pena l'allontanamento dall'evento. Si menziona poi al fatto che "tutti gli animali erano esposti in scatolette di plastica trasparenti, scatole più utili per mettere gli avanzi di cibo in frigo che per tenerci un essere vivente". Tenere in cattività nel modo corretto un rettile è una scienza, prima di essere un'arte; va da sé tuttavia che tutto ciò che normalmente si vede in una mostra-scambio erpetologica deve essere necessariamente visto con la giusta ottica del compromesso. Intendo dire: o si fa una mostra-scambio (accettando dei compromesso comunque in grado di offrire agli animali il dovuto indispensabile e se possibile anche oltre) o si fa una competizione di allestimento di terrari naturalistici priva di qualsivoglia compromesso, dove vedremo terrari biotipo ben allestiti e forse non vedremo gli animali, dato che probabilmente si nasconderanno. Riferendomi alle tanto chiacchierate scatole di plastica, è la modalità in cui nelle fiere erpetologiche di tutto il mondo vengono proposti gli animali giovanissimi o di taglia contenuta; ciò non significa necessariamente che sia il modo corretto, ma se gli erpetologi e gli appassionati di tutto il mondo adottano la stessa tecnica... o sbagliano tutti, o dei motivi sicuramente ci saranno. Di fatto si tratta di motivi che richiedono le giuste competenze per essere correttamente giudicati e valutati. Gli esemplari giovanissimi, o di taglia estremamente contenuta, sono infatti creature fragili sia dal punto di vista fisico che emotivo: in sostanza meno li manipoliamo, meno li spaventiamo o traumatizziamo. Per quanto possa sembrare strano ad una valutazione superficiale, utilizzare contenitori di piccole dimensioni contribuisce a ridurre lo stress emotivo e il rischio di pericolosi auto traumatismi, facilita le eventuali operazioni di igiene e in generale permette di manipolare il meno possibile l'animale. Il tutto in via assolutamente temporanea e per il più breve tempo possibile, tempo non tale da recare danno agli animali. Di questa edizione di Animalsforse rimarrà ai lettori il giudizio della LAV: "una manifestazione che certo non è fonte di cultura ma, anzi, estremamente diseducativa nei confronti dei bambini"; ed è sinceramente spiacevole che tale giudizio non abbia però segnalato la presenza di alcune associazioni (AICDP, Tartaweb ecc..) che partecipano alle fiere con l'unico scopo di dare e fare informazione, senza contare che io stesso in qualità di medico specialista mi sono reso disponibile a decine di allevatori, appassionati o semplici curiosi. A me di questa edizione di Animals, al di là delle polemiche vuote e superficiali, rimarrà la consapevolezza che la quasi totalità degli animali esposti sono nati in cattività, la maggior parte in Italia, adempiendo così a quello che dovrebbe essere lo scopo principale della terrariofilia e dell'erpetologia: evitare il prelievo e la cattura degli animali selvatici, contribuendo così alla salvaguardia della specie."

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