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Bassano Wine Festival. 08-09-10 Dicembre 2017

Bassano avrà il suo festival del vino: un evento senza precedenti

BASSANO. Tempo fa, affisso sulla bacheca di una chiesa del posto, un parroco trovò un foglietto con scritto “Se il vino non fosse una cosa importante, Gesù Cristo non gli avrebbe dedicato il suo primo miracolo”. Vino e saggezza popolare, in Veneto, sono due concetti che spesso viaggiano a braccetto e che hanno fatto la fortuna di un territorio unico per caratteristiche e potenzialità. Tutto questo lo sa bene Daniele Cavazzin, imprenditore 52enne, iscritto alla F.i.s., che ha deciso di dare forma alla sua passione per il vino organizzando il primo “Bassano Wine Festival”. L’appuntamento è per l’8, il 9, il 10 e l’11 dicembre al polo fieristico Bassano Expo dove, in 4 mila metri quadrati, si svolgerà una manifestazione unica nel suo genere con il coinvolgimento di 200 piccole cantine provenienti da tutta Italia. Prima di andare avanti, chiariamo subito una cosa: “Bassano Wine Festival” non è, e non vuole essere, una copia del “Vinitaly”. I due eventi partono da concetti sostanzialmente diversi, perché l’idea portata avanti da Daniele Cavazzin è quella di dare risalto e valorizzare lo sterminato sottobosco di piccoli vinicoltori e di cantine artigianali. 

Com’è nato il progetto di organizzare a Bassano una fiera dedicata al vino? E perché proprio a Bassano?
“La vera dimensione del vino è quella delle cantine artigianali e dei piccoli produttori. Fin da ragazzino mio padre mi accompagnava a Valdobbiadene, dove nasce il prosecco, e poi dai vignaioli del posto. Erano momenti che ricordo benissimo perché quei profumi e quei gesti, tramandati di generazione in generazione, sono impressi nella mia memoria. Era già da diverso tempo che volevo organizzare un evento dedicato al vino a Bassano, una città già famosa per la grappa e per altre eccellenze. Io sono un bassanese d’adozione e credo fermamente nelle potenzialità di questa terra: per i prodotti che offre ma anche per la gente che ci vive. “Bassano Wine Festival” è una mostra-mercato che non ha precedenti in zona. Nessuno ha mai organizzato qualcosa del genere. Ma adesso credo che i tempi siano maturi”.

Come verrà strutturato l’evento?
“Sarà un fine settimana lungo, all’insegna del gusto e della scoperta di un mondo che in pochi conoscono: quello della tradizione contadina italiana. Parteciperanno circa 200 piccole cantine da ogni regione ed avranno la possibilità di mettere in vetrina le eccellenze gastronomiche e le loro produzioni tipiche. Il tutto in un ambiente casereccio, totalmente diverso dal concetto di fiera. “Bassano Wine Festival” sarà una mostra-mercato con un’anima artigianale e bucolica”.

A cosa è dovuta la scelta di “escludere” i grandi brand e le cantine più rinomate?
“Immaginate di parcheggiare la vostra auto in un sentiero di ciottoli e terriccio. L’aria è fresca, pungente, e scendendo dalla macchina vi alzate il bavero della giacca e strofinate le mani per vincere il freddo. Una breve camminata fino alla porta di un casolare, circondato da vigneti e terre coltivate. Entrate dentro e trovate un ambiente accogliente, legno, luci calde e soffuse. Scendete qualche gradino e vi ritrovate in una cantina che trasuda profumi e scricchiolii di botti. Il cantiniere stappa una bottiglia, facendo cadere il tappo di sughero sulla tavola grezza di quercia e versa il vino in due bicchieri che diventano improvvisamente due scrigni. Mi piacerebbe che tutti i visitatori di “Bassano Wine Festival” provassero questo tipo di emozioni e di sensazioni visitando i nostri spazi espositivi. Il vino è la risposta della terra al sole. Noi vogliamo tener fede a questo principio agreste, allestendo una manifestazione contadina che promuova l’eccellenza del comparto vinicolo, dando slancio alle micro-economie”.

Non si rischia di incentivare lo stereotipo del “veneto ubriacone” con una manifestazione incentrata sul vino a Bassano, città già famosa per la grappa?
“No, tutt’altro. Il messaggio che contraddistinguerà “Bassano Wine Festival” è completamente diverso e lontano da ogni forma di stereotipo. Turisti, appassionati e visitatori parteciperanno al nostro evento non per bere ma per gustare il vino. E’ un approccio molto diverso da quello che, spesso, caratterizza manifestazioni di questo tipo. Nella mostra-mercato si potranno degustare vini di ogni tipo, acquistarli ed abbinarli ad altri prodotti tipici. Nessun eccesso, nessuna abbuffata”.

Per quale motivo le aziende dovrebbero appoggiare questa iniziativa? Che cos’ha “Bassano Wine Festival” di diverso rispetto agli altri eventi del settore?
“Semplice, si tratta di una differenza di prospettiva. Nelle fiere emergono quasi sempre le aziende ed i brand che hanno più peso. A loro viene assegnato lo spazio maggiore e tutto il sottobosco dei piccoli vignaioli rimane in ombra. A “Bassano Wine Festival” cambia la prospettiva di vedere e conoscere il mondo del vino. Si parte dal basso. E’ il modo che abbiamo scelto per restare il più possibile a contatto diretto con la terra”.

Quella dell’8, 9, 10 e 11 dicembre sarà la prima edizione della rassegna. Un unicum nel panorama Vicentino e non solo. E se avessero ragione tutti i detrattori che, negli anni, hanno definito “un fiasco” l’idea di allestire a Bassano un evento sul vino?
“Trattandosi di una rassegna sul vino, diciamo che il “fiasco” è in sintonia con il contesto e ci sarà sicuramente… Quindi lo prendo come un buon auspicio”.

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